L’oscuro scrutare di quel thriller animato.

Oltre l’inchiostro – IV puntata

Tra fantascienza e delirio, Bob Arctor è un agente infiltrato della squadra narcotici in California che inizia ad entrare nel tragico quotidiano di alcuni tossicodipendenti, segnati dal voler mandare in frantumi la loro esistenza assumendo una particolare droga che viene chiamata Sostanza M (dove M sta per morte). Lo stesso Bob sotto effetto di questa sostanza si sdoppia in un’ ulteriore identità: l’agente rigoroso che inizia la missione  è Fred, l’infiltrato che cade nel vortice della droga è Bob.

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 Il film è A Scanner Darkly, ambientato in un futuro distopico che si rivela più vicino alla nostra realtà di quanto possa apparire – così come il momento di riflessione post visione può farci pensare di molte altre pellicole che parlano di un futuro negativo, il primo esempio che ho in mente è Blade Runner del ’82 e il suo seguito Blade Runner 2049.

Torniamo a noi. A Scanner Darkly sembra essere uno dei molti thriller che Hollywood propone con  assiduità, in realtà quel che lo distingue è l’argomento principale di questa rubrica. L’intero film è stato realizzato con la tecnica del rotoscope, così da assumere i  fatidici tratti di un cartone animato, nonostante la recitazione provenga da attori veri.

Come già ci è stato facile notare nelle puntate delle scorse settimane anche qui abbiamo un cast pieno di stelle. Partendo da Keanu Reeves, indimenticabile per la sua interpretazione della trilogia Matrix,  qui si riafferma interpretando lo stesso protagonista Bob Arctor, per passare poi a Winona Ryder (Edward mani di forbice; Ragazze Interrotte; Alien)nei panni di Donna, la ragazza di Bob. Senza dimenticare Woody Harrelson (True Detective; Tre manifest a Ebbing, Missouri; 2012) e Robert Downey Jr ( Iron Man; Riccardo III; Sherlock Holmes). Fatto curioso è che gli attori citati per vari motivi hanno dovuto fare i conti con la legge nel loro passato. Probabilmente l’unico a non essere mai finito ammanettato di loro quattro è Keanu Reeves.

La pellicola assume tratti fortemente realistici anche grazie alle doti recitative, con il tocco magico di questa volontà di modificare in post produzione le riprese con il rotoscope digitalizzato. Per il regista non è la prima volta: Richard Linklate già ci aveva pensato per il suo film Waking Life del 2001. A Scanner Darkly cinque anni dopo, nel 2006, viene trattato con medesima procedura, così il romanzo di Philip Dick appare su schermo con una sceneggiatura fedelissima alla trama di carta e attraverso l’animazione c’è un vantaggio importante: le allucinazioni, i pensieri, quel che la realtà non ci potrebbe far vedere con il disegno diventa visibile. Grazie a tutto ciò il film esprime alla perfezione il senso di alienazione, perdita e distruzione. Il lato onirico e confusionario, l’effetto della Sostanza M sul corpo: così lo spettatore introietta completamente quel che il film vuole esprimere.

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