A Christmas Carol

Oltre l’inchiostro – III puntata

Questa puntata di Oltre l’Inchiostro vuole parlarvi di un famoso film uscito nel 2009 ispirato al romanzo di Charles Dickens “Il canto di Natale”.

Sono state create numerose versioni in audiovisivo del romanzo ottocentesco ma questa risulta essere la più significativa per la nostra rubrica, proprio perché il film è stato interamente girato con la tecnica del motion capture, non solo utilizzata nel cinema ma anche in ambito sportivo e clinico.

Brevemente, la tecnica consiste nel registrare il movimento del corpo umano tramite un dispositivo costituito da più telecamere: queste emettono anche luce su piccole sfere fissate sul corpo ripreso.

In questo caso specifico le immagini riprese sono state poi rielaborate a computer per essere trasformate da 2D in 3D.

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In molti conoscono già la trama di questo classico racconto natalizio: l’avido signor Scrooge ama distanziarsi da ogni persona che prova per lui compassione o semplicemente che tenti di instaurare un rapporto amichevole. Tratta in modo crudele anche il suo impiegato in negozio, sottopagato e con un figlio malato. Pensa di agire in modo corretto, in realtà la vittima principale di questo comportamento è proprio lui.

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Durante la notte di Natale, dopo aver risposto sgarbatamente all’invito del nipote e a due uomini bisognosi, Scrooge solo nella sua camera da letto riceve la visita di Jacob Marley, il suo ex socio in affari da tempo deceduto, per anni maltrattato dallo stesso Scrooge. Questi gli rivela che nel corso delle ore successive riceverà la visita di tre ulteriori spiriti: del Natale presente, del Natale passato e del Natale futuro. Scrooge trarrà insegnamenti preziosi dai tre spiriti, i quali saranno in grado di mutare il suo comportamento crudele e avido in quello di un uomo buono e affabile. Il mattino seguente, scosso dal possibile futuro tragico che lo attende se rifiutasse di cambiare, Scrooge giunge alla dimora del nipote per passare il Natale in famiglia.

La particolarità della pellicola del 2009 diretta dal regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro; Forrest Gump; Cast Away) sta proprio nella scelta della tecnica di produzione e ancor di più nella scelta del cast, composto da attori eccezionali.

Jim Carrey (Ace Ventura; Se mi lasci ti cancello; The Thruman Show), grazie al motion capture e alle sue magistrali doti da trasformista, ha potuto interpretare più di uno dei personaggi del film: veste infatti i panni di Ebenezer Scrooge e dei tre spiriti del Natale, cambiando fisionomia grazie al supporto del digitale e ad una recitazione impeccabile.

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Stessa cosa vale per Gary Oldman (La lettera scarlatta; Dracula di Bram Stoker) che interpreta sia Bob Cratchit, sia Jacob Marley, rispettivamente il povero impiegato sottopagato e sfruttato e il socio deceduto di Scrooge.

Colin Firth (Shakespeare in Love; Il discorso del re) è invece il nipote Fred di cui Scrooge rifiuta inizialmente l’invito.

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A Christmas Carol, che riprende da cima a fondo la tecnica del rotoscope ora però digitalizzata, è stato di certo un progetto impegnativo da portare a termine  dal punto di vista della post produzione, ma il risultato ottenuto è sensazionale. Lo spettatore prova sensazioni visive sorprendenti che di conseguenza generano moltissime emozioni sovrapposte e stranianti.

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4 pensieri su “A Christmas Carol

    • Non sarei in grado di sceglierne uno solo hahah
      Riguardo Zemeckis ho apprezzato molto Forrest Gump nonostante l’abbia visto un po’ di anni fa (il tema della guerra del Vietnam non è così semplice da comprendere se si è bambini), così ho conosciuto anche la bravura di Tom Hanks. Poi, recentemente, ho scoperto Ritorno al Futuro e non aggiungo altro: apprezzamento senza riserve per qualsiasi elemento che si riferisca alla trilogia, forse quei film hanno anche incitato la parte nerd che c’è in me.
      Se invece parliamo di Jim Carrey penso che si sia superato in The Truman Show e Se mi lasci ti cancello, l’andamento bizzarro di entrambe le trame nasconde significati profondi, per questo mi hanno colpito molto. Per Una settimana da Dio e The Mask nutro invece un sentimento affettivo perchè mi ricordano momenti d’infanzia.
      I tuoi gusti riguardo Zemeckis e Carrey invece?

      Mi piace

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